Senilità

Senilità
Senilità, Italo Svevo
Senilità è il secondo romanzo di Italo Svevo, dopo Una vita. Racconta la storia di una vita divisa tra brama di piaceri e di amore e il rimpianto di non averli goduti.
Temi della narrazione sono l’incapacità di gestire la vita e l’inettitudine, la quale porta l’individuo ad ammalarsi o a vegetare nei ricordi, in uno stato di senilità.
Molto apprezzato da James Joyce, che si prodigò per una buona riuscita della seconda edizione, il romanzo si avvicina allo stile dello scrittore inglese dato che è essenzialmente introsprettivo e mira a mettere in luce la vita interiore di Emilio.
È percorso da una certa autoironia dell’autore nei confronti della figura principale, Brentani, nel quale Svevo in parte identifica la sua personalità. L’inettitudine di Brentani è infatti spietatamente messa a nudo dal narratore, che considera il protagonista come persona in un certo senso malata e, infine, anche senile. Il lettore viene coinvolto in questa complicità con il narratore, e riconosce subito i limiti e l’inadeguatezza di Emilio. Un vero e proprio controesempio alla figura fallita del Brentani è quello di Angiolina: lungi da riflessioni esistenziali e da scrupoli di qualsiasi natura, Angiolina sfrutta le occasioni che le si pongono per progredire e godere di vantaggi sempre nuovi. La sua figura si evolve negli occhi di Brentani, il quale cerca dapprima di considerarla come un angelo, cercando di darle l’improbabile soprannome di “Ange”; non riuscendovi, tende in seguito a illustrarne la forza, chiamandola “Giolona”. Il cambio di nome del personaggio ne mette bene in evidenza la graduale affermazione. Vale il discorso opposto per Amalia, il vero e proprio alter ego di Emilio, votato a consumarsi lentamente.
La morte della sorella lascia intuire che l’esistenza del protagonista è in pericolo e che è necessaria una presa di coscienza per evitarne un decadimento dei più vergognosi come quello riservato al protagonista del romanzo precedente (la morte); un destino cui Emilio finisce per sottrarsi, seppure a stento. La presa di coscienza di cui si avverte la mancanza in Senilità verrà esaurientemente descritta nel romanzo successivo, La coscienza di Zeno.
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