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L'assassinio di via Belpoggio

L'assassinio di via Belpoggio

L’assassinio di via Belpoggio,

In Svevo confluiscono filoni di pensiero contraddittori e difficilmente conciliabili: da un lato il positivismo, la lezione di Darwin, il marxismo; dall’altro il pensiero negativo e antipositivista di Schopenhauer, di Nietzsche e di Freud.

Ma questi spunti contraddittori sono in realtà assimilati da Svevo in un modo originalmente coerente: lo scrittore triestino assume dai diversi pensatori gli elementi critici e gli strumenti analitici e conoscitivi piuttosto che l’ideologia complessiva. Così dal positivismo e da Darwin, ma anche da Freud, Svevo riprende la propensione a valersi di tecniche scientifiche di conoscenza e il rifiuto di qualunque ottica di tipo metafisico, spiritualistico o idealistico, nonché la tendenza a considerare il destino dell’umanità nella sua evoluzione complessiva. Del rapporto di Svevo con il marxismo è testimonianza il racconto – apologo La tribù nel 1897. prosegui la lettura…

Cosima

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Cosima

Cosima

Cosima,

La narrativa della Deledda si basa su forti vicende d’amore, di dolore e di morte sulle quali aleggia il senso del peccato, della colpa, e la coscienza di una inevitabile fatalità.

È stata ipotizzata una somiglianza con il verismo di ma, a volte, anche con il decadentismo di Gabriele D’Annunzio, oltre alla scrittura di Lev Nikolaevič Tolstoj e di Honoré de Balzac di cui tra l’altro la Deledda tradusse in italiano l’Eugenia Grandet.

Tuttavia la Deledda esprime una scrittura personale che affonda le sue radici nella conoscenza della cultura e della tradizione sarda, in particolare della Barbagia. prosegui la lettura…

Senilità

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Senilità

Senilità

Senilità,

Senilità è il secondo romanzo di Italo Svevo, dopo Una vita. Racconta la storia di una vita divisa tra brama di piaceri e di amore e il rimpianto di non averli goduti.

Temi della narrazione sono l’incapacità di gestire la vita e l’inettitudine, la quale porta l’individuo ad ammalarsi o a vegetare nei ricordi, in uno stato di senilità.

Molto apprezzato da James Joyce, che si prodigò per una buona riuscita della seconda edizione, il romanzo si avvicina allo stile dello scrittore inglese dato che è essenzialmente introsprettivo e mira a mettere in luce la vita interiore di Emilio. prosegui la lettura…

I Malavoglia

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I Malavoglia

I Malavoglia

I Malavoglia,

I Malavoglia è il titolo del romanzo più conosciuto dello scrittore siciliano Giovanni Verga, pubblicato a Milano dall’editore Treves nel 1881.

Il romanzo narra la storia di una famiglia di pescatori che vive e lavora ad Aci Trezza, un piccolo paese siciliano nei pressi di Catania. Il romanzo ha un’impostazione corale, e rappresenta personaggi uniti dalla stessa cultura ma divisi dalle loro diverse scelte di vita, soverchiate comunque da un destino ineluttabile.

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L'abito da sposa

L'abito da sposa

L’abito da sposa,

Palermo, Italia, 1938: la guerra è ancora lontana. Glitter è un giovane artista tedesco, venuto in Italia per fare pratica di pittura. Elisheva è la giovane figlia di un sarto di famiglia ebrea. Si incontrano e si innamorano, vivono insieme un’estate fatta di sole, baci, bellissimi tramonti, spensierati e completamente avvolti dal loro amore. prosegui la lettura…

L’edera

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L'edera

L'edera

L’edera,

L’edera, scritto da Grazia Deledda fra il 1905 ed il 1906, fu pubblicato dall’editore Colombo di Roma e in seguito tradotto in diverse lingue. Nel 1950 ne fu tratto un film per la regia di Augusto Genina, dal titolo omonimo (Vitaliano Brancati collaborò alla sceneggiatura). Si tratta di un’opera di carattere drammatico.

La vicenda del romanzo si svolge in un paese della Sardegna all’inizio del XX secolo. Lo sfondo della narrazione è il decadimento tanto della nobiltà sarda quanto quello economico del posto. In primo piano viene descritta la drammatica situazione economica di una famiglia aristocratica di campagna, i Decherchi. prosegui la lettura…

La coscienza di Zeno

La coscienza di Zeno

La coscienza di Zeno,

Nel 1919 Italo Svevo inizia a scrivere il suo terzo romanzo, La coscienza di Zeno, che pubblicherà nel 1923 presso l’editore Cappelli di Bologna.

Joyce che legge il romanzo e lo apprezza, consiglia l’amico di inviarlo a certi critici francesi che dedicheranno, nel 1926, alla Coscienza di Zeno e agli altri due romanzi la maggior parte del fascicolo della rivista Le navire d’argent. Ma intanto anche in Italia, qualcosa si smuove e sulla rivista milanese L’esame esce, nel 1925, un intervento di Eugenio Montale intitolato Omaggio a Italo Svevo.

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Cenere

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Cenere

Cenere

Cenere,

Il romanzo “Cenere” ha contribuito più di “Canne al vento” a far guadagnare a Grazia Deledda il Premio Nobel, col il suo viaggio all’interno delle oscurità autodistruttive dell’animo umano, la “cenere”, dove però cova la fiamma della vita e dell’amore.
Olì è una giovane sarda, illusa ed ingannata da un uomo sposato che la seduce promettendo di sposarla. Ripudiata dalla famiglia per la sua gravidanza, Olì emigra a Roma abbandonando il figlio illegittimo alla porta del padre. Anania cresce amato, ma ossessionato dall’abbandono della madre. Diventato grande si reca a Roma per cercarla, e la trova, sino al tragico finale. prosegui la lettura…

Una vita

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Una vita

Una vita

Una Vita,

Una vita è il primo romanzo di Italo Svevo. Originariamente intitolato Un inetto, rifiutato dall’editore, scomparve per lasciare il posto a quello attuale; identico, a insaputa dell’autore, a quello di un celebre romanzo di Maupassant. La sua stesura iniziò nel 1888. Venne rifiutato dalla casa editrice Treves, e venne poi pubblicato nel 1892 dall’editore Vram, a spese dello stesso autore.

Il titolo, Un inetto, scelto forse per meglio evidenziare la psicologia del personaggio principale e, in un certo senso, il pessimismo tipico dello scrittore, venne poi modificato nel più neutro Una vita, che riprende fra l’altro il titolo di un noto libro di Guy de Maupassant, senza però avere con questo relazioni di trama o di tematiche trattate. prosegui la lettura…

Canti Orfici

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Canti Orfici

Canti Orfici

Canti Orfici,

Il tema centrale dell’opera di Campana è quello del viaggio, onirico o reale, lontano (la pampa argentina) o vicino (i luoghi ricorrenti sono Faenza, Firenze, Genova e Bologna).

Campana, influenzato da D’Annunzio, prende da lui, nei momenti peggiori, l’enfasi e si affida alla suggestione retorica, pronto a trasformare gli elementi autobiografici in una vicenda romantica affidati a un cromatismo insistente con un io che domina la scena:

«Nel viola della notte odo canzoni bronzee. La cella è bianca, il giaciglio è bianco. La cella è bianca, piena di un torrente di voci che muoiono nelle angeliche cune, delle voci angeliche bronzee è piena la cella bianca» (Sogno di prigione) prosegui la lettura…

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